Diamante quanto lo conosci?

I diamanti sono un importante bene rifugio, scelti da molti non solo per la bellezza della pietra ma anche come forma di investimento. Per acquistarne uno, però, occorre conoscerli bene per valutare se una pietra ha valore oppure no. Ecco, allora, quali sono gli aspetti fondamentali ai quali devi prestare attenzione.

La composizione dei diamanti
I diamanti non sono altro che un minerale, che non si può creare chimicamente in laboratorio ma si trova solo in natura: questa particolarità è legata alla preziosità delle pietre i cui giacimenti non sono infiniti. La composizione del diamante presenta una grande concentrazione di carbonio, proprio come le matite e la grafite, ma la sua struttura cristallina lo rendono molto più resistente. Si dice, infatti, che il diamante sia la pietra più dura che si possa trovare in natura.
Questa particolare compattezza ne rende difficile la lavorazione, soprattutto per quanto riguarda il taglio che deve essere eseguito esclusivamente nei laboratori attrezzati con macchinari specifici.
Proprio per questo motivo il taglio rientra fra le caratteristiche tecniche del diamante maggiormente prese in considerazione quando si tratta di valutare la qualità e la preziosità della pietra.

Le 4 C dei diamanti
Classicamente i diamanti vengono valutati secondo quelle che sono definite le 4 C, cioè cut (taglio), color (colore), carat (carato) e clarity (brillantezza). Il carato è l’unità di misura della grandezza del diamante: un carato equivale circa a 0,20 grammi. Anche il colore è un parametro di misura molto importante e viene valutato equiparando il diamante a delle pietre campione. Per la serie di diamanti che con più frequenza si trovano in commercio, ossia la serie Cape, la colorazione viene classificata con le lettere dell’alfabeto che vanno da D (bianca) a Z (gialla). La Z, però, non è una colorazione abbastanza intensa per far rientrare la pietra all’interno della serie Fancy Colour, ossia i diamanti colorati.

A parità di grandezza e di peso, i diamanti colorati sono considerati più preziosi e quindi costosi perché sono più rari da trovare in natura. La maggior parte dei diamanti che si trovano in commercio, magari già incastonati in gioielli, sono quelli classificati con le lettere che vanno dalla F alla J e sono quindi di media qualità.

La differenza fra diamanti e brillanti
Probabilmente, se non sei esperto di diamanti, ti sarai spesso chiesto quale sia la differenza fra i diamanti e i brillanti.
In realtà la differenza è molto semplice da comprendere. Il diamante è la pietra di carbonio, potrebbe essere definita la materia prima.
Il brillante, invece, è il tipo di taglio che viene dato alla pietra ed è caratterizzato da 57 oppure 58 sfaccettature.
In realtà il taglio brillante può essere utilizzato su ogni tipo di pietra, non di rado sui rubini, ma se non viene specificato diversamente, allora quando si parla di brillanti ci si riferisce sicuramente ad un diamante. Nell’ambito della gioielleria esistono altri tipi di taglio che sono altrettanto belli anche se non utilizzati di sovente come quello a brillante. Ad esempio c’è il taglio a rosa, quello Huit-Huit, il taglio a smeraldo conosciuto anche come a gradini, quello princess, a carré oppure a baguette.

Le sigle dei diamanti
Spesso per classificare i diamanti si utilizzano una serie di sigle che sono di difficile comprensione ma che caratterizzano una particolare specificità. Ad esempio la dicitura IF, che sta per Internally Flawless, vuol dire che al suo interno la pietra è totalmente pura e quindi particolarmente preziosa.
Se sul certificato gemmologico leggi invece la sigla VVS1 / VVS2 vuol dire che sei in presenza di un’inclusione (un’imperfezione) davvero piccolissima e molto difficile da cogliere a occhio nudo. La classificazione arriva fino alle sigle P1/P2/P3 che testimoniano la presenza di un’inclusione più importante che può essere colta anche da un occhio meno attento. Infine devi ricordare che il taglio a brillante è caratterizzato da rigide proporzioni geometriche che devono essere assolutamente rispettate per evitare che la pietra lavorata possa perdere la sua preziosità nonché il suo intero valore.

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